Una creatura di rara bellezza, magnetica e affascinante. Tea Falco è così. Una giovane donna in cui convergono l’amore per la recitazione e quello per la fotografia. Con un desiderio: la ricerca, la scoperta della vita e della sua magia misteriosa.
Finora in molti la conoscevano solo come attrice, musa del grande regista Bernardo Bertolucci nel film “Io e te”, tratto dal romanzo di Nicolò Ammaniti, e per la sua interpretazione nella serie tv di Sky “1992”.
Fino al 19 giugno a Milano è possibile scoprirla anche come fotografa alla galleria “Eroici furori”, con una personale curata da Anna Dusi e Silvia Agliotti. In mostra una selezione di immagini risultanti dalla sua nuova ricerca che esplora la relazione esistente tra il mondo cosciente e quello incosciente, tra storia e memoria. Il suo progetto è quasi un sogno che documenta, che assomiglia al reale, più che raffigurarlo.

Tea era presente all’inaugurazione giovedì scorso e con grande naturalezza mi ha concesso un’intervista, regalando a me e a Paper Project i suoi pensieri.

  • Cosa rappresenta per te la fotografia?

La fotografia è un mezzo espressivo che il creatore utilizza per esprimere l’inconscio e il conscio sincronicamente. E’ uno specchio di te e delle idee che ti abitano. Come qualsiasi mezzo espressivo è indispensabile e ti libera. Anche cucinare o innaffiare le piante sono mezzi espressivi. L’arte deve indagare sul quotidiano e sulla vita e sulla sua misteriosa magia. Arte deve essere sinonimo di mistero ed empatia. Nient’altro. Gli artisti dovrebbero essere delle persone buone.

  • Da dove nasce l’idea del titolo della tua personale in mostra a Milano, “L’effetto della causa” ?

Nell’idea della mia mostra c’è una base scientifica: mi rifaccio alla meccanica quantistica, all’esperimento della doppia fenditura, al sincronismo junghiano. Sono tutte questioni che mi hanno influenzato molto. C’è qualcosa di magico nella vita che deve essere visto e contemplato. Gli eventi sincronici che avvengono nel nostro quotidiano ci inducono a pensare che noi siamo lo specchio della realtà e la realtà è il nostro specchio. Noi siamo quello che pensiamo, respiriamo e mangiamo. Quando si pensa a qualcosa la si riflette nella realtà e viceversa. In queste foto mi scompongo e mi incollo per formare qualcos’altro, mi reincarno surrealmente nel mondo tutto.

  • Quali sono i protagonisti delle tue opere?

Quando ho iniziato a fotografare, scendevo per strada e fotografavo la gente, storie affascinanti che si creavano di fronte ai miei occhi. Adesso anche se utilizzo me, parlo sempre degli altri. Io sono gli altri.

  • Una delle foto in mostra ritrae un albero ai cui rami sono appoggiati infiniti occhi aperti che a loro volta guardano lo spettatore.

Gli occhi rappresentano gli essere umani. Noi che siamo attaccati agli alberi come le foglie che devono cadere, non ha caso il titolo è quasi una poesia di Ungarettisi sta come nel tempo sui rami gli occhi”.

  • Quali artisti nell’arte moderna e contemporanea ti ispirano? C’è un quadro o una fotografia di un grande maestro che porti nel cuore?

Ce ne sono tantissimi, i surrealisti per esempio. I miei eroi sono Sgalambro e Franco Battiato, Gurdjeff, Dali, Man Ray, Bresson, Bertolucci e Sorrentino.

  • La recitazione e la fotografia. Sono due arti che viaggiano in te separate o si incontrano?

Si incontrano. La fotografia per me è uno studio che serve per la comprensione della natura umana e la recitazione per me ha lo stesso fine. E’ una ricerca infinita. Le risposte spero di non trovarle mai, spero di intuirle, a sprazzi.

L’effetto della causa di Tea Falco, fino al 19 giugno alla galleria Gli eroici furori arte contemporanea, via Melzo 30 – 20129 Milano. Tel. +39 02 3764 8381

Photo credits: courtesy Tea Falco, “Gli eroici furori arte contemporanea”.