Tre grandi retrospettive in tre grandi capitali europee. Londra, Parigi e Roma dedicano l’estate 2015 alla scoperta del mondo della moda e della femminilità nell’arte.

Il Fashion and Textile Museum di Londra presenta fino al 29 agosto la mostra “Riviera Style: Resort and Swimwear Since 1900” che consacra la storia del costume da bagno come una vera e propria allegoria del mutamento sociale.

riviera style
Dai lidi della Gran Bretagna a quelli della Costa Azzurra più chic, passando per la California, la mostra esplora oltre cento anno di evoluzione della moda da spiaggia, dall’epoca vittoriana fino ai nostri giorni, soffermandosi non solo sui cambiamenti di design e tessuti, ma anche sulla trasformazione che nel corso del nostro secolo ha riguardato la concezione del pudore.
Se agli inizi del Novecento i soggiorni al mare erano prescritti dai medici come cura per la salute, dagli anni ’30 il costume da bagno diventò un capo alla moda, ricercato nello stile e nel design, arrivando a rappresentare sempre più un simbolo di raffinatezza ed eleganza dedicato all’estetica del corpo.

costumi
La mostra, a cura di Christine Boydell, importante storica del design, ci racconta anche l’altra rivoluzione che è avvenuta nel corso dei decenni, quella dei tessuti: scomparsi la lana e il cotone, poco adatti alla libertà del movimento tra le onde del mare, fu la volta di materiali sempre più tecnici ed elastici in grado di asciugarsi al sole in tempi rapidissimi.
Riviera Style” è un affascinante viaggio per comprendere più nel profondo quanto la moda sia intimamente legata ai cambiamenti culturali e sociali della storia e quanto il concetto di femminilità possa evolvere nel tempo.

Jeane Lanvin Sketch

Se invece questa estate fuggirete per un weekend romantico nella Ville Lumière, non perdetevi la retrospettiva inedita che il Palais Galliera, dedica fino al 23 agosto a Jeanne Lanvin, musa ispiratrice e mente creativa della più antica maison francese. 125 anni della storia del costume rappresentati da 100 capi provenienti dalla collezione del museo e dall’archivio Lanvin.
A celebrare la carriera di Jeanne come donna e come stilista, l’attuale direttore creativo della griffe, Alber Elbaz, ha voluto riproporre l’universo magico e immaginario che ispirava Mademoiselle. Un meraviglioso tributo che Parigi dedica alla grande forza creativa e al talento di una delle più prestigiose firme della moda nel mondo.

Dedicata a 17 donne di spicco del panorama artistico italiano, la mostra “L’altra metà dell’arte. Un percorso al femminile”, che troverete fino all’8 novembre alla Collezione Macro di Roma. A cura di Antonia Arconti e Paola Coltellacci, è il primo appuntamento di un ciclo di mostre che intendono valorizzare l’ampia collezione permanente del Museo D’Arte Contemporanea della nostra capitale.
Costruita prevalentemente con opere di grande impatto visivo e ambientale, l’esposizione stabilisce bellissimi parallelismi tra artiste appartenenti a diverse generazioni e differenti linguaggi stilistici. Un sublime dialogo tra donne, dal quale emerge il gusto per la manualità e il coraggio di affermarsi con opere che in passato riguardavano pratiche femminili fino all’ora considerate appannaggio dell’artigianalità e non della pura arte.

Benedetta Bonichi
L’esperienza pittorica bidimensionale di Titina Maselli e Carla Accardi si apre oltre i confini stretti delle tele, con il fare artigianale, il cucito, la produzione tessile, nelle opere di Sissi, Isabella Ducrot, Maria Lai. Una manualità che torna nella grande videoinstallazione di Alessandra Tesi, nelle opere scultoree in ceramica di Giosetta Fioroni e Nedda Guidi e nelle meticolose opere su carta di Elisa Montessori e Lia Drei.

All’interno del percorso espositivo troviamo una selezione di fotografie di Elisabetta Catalano, importante testimone e ritrattista della vita culturale e cinematografica italiana dagli anni Settanta in poi, coinvolta spesso nei processi creativi delle opere di performer e artisti concettuali come Pistoletto, Rotella e De Dominicis.

Elisabetta Catalano
Con questa imperdibile mostra il Macro celebra non solo le donne come esploratrici di nuovi fenomeni culturali, ma anche l’audacia e il coraggio che hanno dimostrato per il loro riconoscimento come figure professionali nel mondo dell’arte.