Si intitola “Portraits of an Icon“, la grande mostra che Londra dedica ad Audrey Hepburn fino al 18 ottobre 2015 presso la National Portrait Gallery. Un evento fortemente voluto dai due figli della celebrity, Luca Dotti e Sean Hepburn Ferrer, che hanno aperto gli archivi privati della famiglia e della fondazione, regalando al pubblico la possibilità di conoscere più da vicino il fascino discreto e senza tempo di una attrice e donna, simbolo per eccellenza della femminilità.

Più di 70 fotografie che portano la firma di altrettanti talenti quali Richard Avedon, Cecil Beaton, Terry O’Neill, Norman Parkinson e Irving Penn, che non solo la conobbero per lavoro, ma ne diventarono amici.

Scatti a colori e in bianco e nero, molti inediti, che ripercorrono le tappe fondamentali della vita di Audrey, da ballerina nel West End londinese, alle prime copertine su Vogue fino alla sua luminosa carriera cinematografica e agli anni trascorsi come ambasciatrice umanitaria dell’Unicef.

Hepburn unicef

Audrey è una stella che non ha mai cessato di risplendere, ma che nel corso del tempo rimane immutata sebbene cambino le mode, si susseguano nuove tendenze e il tempo sembri scorrere sempre più velocemente. Uno stile inconfondibile che scaturiva da una grazia innata e un carattere umile e gentile che la contraddistinse fino agli ultimi giorni della sua vita. Una donna di cui facilmente ci si innamorava, perché sembrava arrivare dal cielo. Uno dei suoi più grandi amici e ammiratori fu il grande Hubert de Givenchy. Dopo aver scelto con lei nell’atelier di Parigi, al numero 8 di rue Alfred de Vigny, gli abiti per la pellicola di “Sabrina“, divennero inseparabili.

hepburn in guerra e pace

Adorata dagli uomini come dal gentil sesso, Audrey dovette lottare contro lo stereotipo della femme fatale che tanto andava di moda nell’America di quegli anni: forme sinuose e prorompenti di dive come Marilyn Monroe che oscuravano la sua magrezza atipica ed esile. Ma la determinazione e l’accettazione dei propri difetti la resero vincente, portavoce di un messaggio alle donne che mai come ora sembra di grande utilità. Amate voi stesse e il vostro corpo e anche gli altri vi apprezzeranno.

Colazione da Tiffany

Chi di noi non ha amato la stramba Holly Golightly che davanti alle vetrine di Tiffany declamava «Non permetterò a nessuno di mettermi in gabbia!», ambasciatrice di quel pizzico di femminismo libero che ha dato alle donne una nuova grinta per sentirsi più forti? Chi di noi non è stregata dalla sua facilità di indossare qualsiasi cosa ed essere eternamente bella? La Holly di “Colazione da Tiffany” passava da cappellini improbabili al turbante dopo la doccia e rimaneva in ugual misura sempre irresistibile!

Sabrina audrey hepburn

La prima a indossare un paio di fuseaux (erano di Emilio Pucci), gli antenati degli attualissimi leggings che tutte avremmo portato!

audrey hepburn
Dietro Audrey non c’erano operazioni di marketing, non c’erano agenti che studiavano i livelli di gradimento. C’era una ragazza, dai grandi occhi di cerbiatto, con le sue fragilità e le sue emozioni. C’era una donna che cercò di combattere la malattia tenacemente, una donna gentile che portava il suo sorriso ai tanti bimbi dei rifugi senzatetto.

hepburn foto su glamour

Ecco, una donna gentile, un essere umano che nel mondo di oggi, ossessionato dalla costante ricerca della perfezione, potrebbe farci riflettere e magari aiutarci. Un piccolo angelo, un fiore delicato che continua a sbocciare. Grazie Audrey!

hepburn cecil beaton