L’altro giorno, passeggiando per Milano, mi imbatto in una ragazza con un cappellino in feltro nero con orecchiette feline, “quello di Givenchy dell’Autunno-Inverno 2011”, penso.

Passano 3-4 ore e vedo un’altra ragazza con il medesimo berretto. La cosa comincia a “puzzarmi”. Impossibile si trattasse dello stesso modello disegnato da Riccardo Tisci, considerato che si tratta di un pezzo di due anni fa.

Qui gatta ci cova, ho pensato, e mai proverbio mi parve più azzeccato…

Il giorno dopo scopro l’arcano: il responsabile del “misfatto” è il colosso d’abbigliamento low cost Zara, che ha proposto al grande pubblico una copia molto ben fatta dell’iconico cappello felino…

Ovviamente il cap in questione è già introvabile: nei negozi e online non ce n’è già più traccia, le commesse a cui chiederete vi guarderanno con un’occhiata a metà tra il pietoso e il saccente, che vuole dire una cosa sola: “Abbella, è esaurito da almeno un mese, rassegnati”.

Ma tranquille, la febbre felina è solo all’inizio del suo “contagio”, quindi non vi scoraggiate. Se è già qualche stagione che gatti e gattini imperversano nella moda (l’anno scorso la felpa con gatto di Opening Ceremony, in collaborazione con Glamour US, andò “sold out” nel giro di un paio d’ore. Ne so qualcosa io che ricevetti una laconica mail che mi avvisava che i pezzi erano terminati prima del previsto, dopo che l’avevo prenotata online), questa stagione potrete davvero sbizzarrirvi.

Se il cap di Zara vi è sfuggito, H&M, Asos, Eugenia Kim e Accessorize rimediano con morbidi modelli in soffice lana e tenere orecchiette.

Per passi davvero felpati ci sono poi le slippers kitten di Charlotte Olympia, ormai un must, e le Vans stampate con decine di mici e micetti.

Da indossare con nonchalance la felpa con “musetto” di Asos, il maglione “naif” di Forever 21, il tank top dal mood rock di Stradivarius e la T-shirt “intellettuale” e surrealista di Kenzo, in collaborazione con Toilet Paper.

Ultimo, ma fondamentale, consiglio: il trend “cat fever” si indossa un pezzo solo alla volta (come fa Miuccia Prada, che nella sfilata Miu Miu SS 2014 sceglie una stampa con gatti solo per il paltò dal sapore Seventies) e lasciando il resto super semplice e minimal. Altrimenti l’effetto “gattara pazza” è davvero dietro l’angolo!

 

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