No, non è un post su come di mangia, si parla, ci si siede e ci si annusano le ascelle in maniera elegante a fine giornata durante la settimana della moda. Non ne so un bel niente di queste cose.

Parlando di bon ton in relazione alla fashion week mi riferisco all’argomento clou, cuore delle sfilate: gli abiti.

Purtroppo e, ahimè, ancora una volta quest’anno non sono riuscita ad essere presente all’evento di moda più atteso dell’anno, complice le 72mila ore di lavoro settimanali e tante altre cose.

“Che fashion blogger farlocca sei?” direte voi, e un po’ vi capisco.

Ma con il cuore e con la mente ero lì ogni giorno, ad ogni falcata di ogni gracile modella trepidavo per l’ansia che le cedesse la caviglia e stramazzasse al suolo, e i miei occhi si riempivano di commozione alla vista di tanta bellezza, di tanta ARTE.

La moda è vera e propria poesia.

Va beh, a parte tutte ste idiozie che solo noi donne possiamo comprendere fino in fondo, sappiate che io, in qualche modo, c’ero davvero.

Sì perché non lo sapete che sul sito di Paper potevate seguire un sacco di sfilate in live streaming? E per le altre che non c’erano bastava andare sul sito della camera della moda.

E così ho fatto, tremendamente curiosa di quello che ci aspetta la prossima primavera.

Quindi eccovi un breve resoconto.

Al di là di Moschino, che si distingue sempre per la sua etrosità un po’ provocatoria, con fantasie e tagli di abiti stravaganti e sinceramente poco portabili, uno dei motivi principali durante la fashion week è stato quello floreale. Per la serie, una rondine non fa primavera, ma un fiore sì. Stampati, ricamati, inseriti ad arricchire il pizzo, completati da farfalle, i fiori sono stati un elemento comune fra molti stilisti. “Avanguardia pura”, come direbbe Miranda.

Ancora super in voga gli abiti lunghi simbolo delle sere d’estate, fantasie gipsy e tanti colori, fra cui emerge il giallo vivo sfruttato da molti stilisti fra cui Roccobarocco e Aigner, cinquanta sfumature di blu, colore elegante e sobrio. Questo in linea molto generale.

In particolare mi sono soffermata sullo studio dei capi dedicati alla sfera casual (sempre ammesso che esistano nelle sfilate).

Fresca fresca di lavoro, la mia attenzione è ricaduta sulla parte della sfilata dedicata al giorno, agli appuntamenti lavorativi, agli uffici, alle corse ai treni.

Ed è proprio su questo settore che si snoda il richiamo al bon ton.

Da Costume National, a Roccobarocco, passando per Alberta Ferretti e molti altri ancora, gli stilisti hanno puntato per il giorno su look e capi sobri e raffinati che strizzano l’occhio alla moda francese.

Molti sono gli abiti con scollo a barca, stile Chanel, che ci ricordano la divina Audrey .

Altrettanto numerosi sono gli abiti dal taglio maschile, con pantaloni morbidi e giacche con scollature ampie, per dare quel tocco sexy.

E infine le gonne, al ginocchio o poco sopra, non mostrano kilometri di gamba, ma hanno un’allure di femminilità molto più sensuale di minigonne inguinali.

Mai come quest’anno gli stilisti ci hanno mostrato quanto la femminilità risieda prima di tutto nella classe e nell’eleganza. Come disse qualcuno, che di moda qual cosina ci capiva, la moda passa, lo stile resta.

 

 

  • ROCCOBAROCCO
  • ALBERTA FERRETTI
  • ANTEPRIMA
  • ANTONIO MARRAS
  • BLUGIRL 2
  • BLUGIRL
  • BLUMARINE FLOREALE
  • BLUMARINE
  • COSTUME NATIONAL
  • FERRE'