Non mi viene benissimo parlare di moda dalla forte impronta “africana” senza pensare alle più di 200 studentesse rapite dagli uomini di Boko Haram da più di 40 giorni!

Ragazze come le nostre, che andavano a scuola perché volevano studiare, costruirsi un futuro migliore, far progredire la società dove abitavano, sono sparite nel nulla.
Strappate alle loro famiglie, alla loro vita, scippate del presente e forse del futuro.
Come facciamo a parlare di abitini, sandali e bracciali Masai, che “stanno tanto bene con l’abbronzatura”, dimenticandoci che le donne in molti, troppi paesi africani non valgono niente? Sono merce di scambio, bestie da soma, vendute a ben 5 dollari, se vergini.

Poi penso che oltre a far sentire la nostra voce di donne OFFESE, VIOLATE nel profondo dell’anima perché ognuna di quelle ragazze è nostra figlia e allora FIERE, FORTI, GIOIOSE rispondiamo a tanto orrore con piccoli gesti di riscatto.

I bellissimi tessuti fotografati sono venduti e confezionati da Africouleurs, una piccola boutique parigina dell’undicesimo arrondissement dove Ferouz Allali, una giovane e intraprendente donna originaria del Togo, commercializza solo abiti, biancheria per la casa, accessori e gioielli rigorosamente fatti a mano da altre donne, imprenditrici di loro stesse, che hanno scelto la strada della libertà e dell’emancipazione.

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La mission di F4D, Fashion For Development, organizzazione internazionale a latere dell’ONU che ha visto nominata come sua prima Goodwill Ambassador Franca Sozzani, e proprio accettando la sfida di F4D, l’istituto universitario Accademia Italiana Arte Moda Design di Firenze ha creato la prima collezione del progetto AIFA, Accademia Italiana For Africa, che sarà in vendita negli store La Rinascente di Milano e Firenze a partire dal 20 giugno prossimo.
Cinque studenti del prestigioso ateneo, laureatisi nell’estate del 2013, sono stati scelti da una commissione di esperti e hanno disegnato una mini collezione donna per l’estate 2014 che è stata prodotta in Etiopia, ad Addis Ababa da Village Industry, un’azienda fortemente impegnata nella tutela dei diritti umani delle lavoratrici e nel rispetto dell’ambiente.

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Cotoni naturali, tinture fatte con le terre come nei tempi antichi, stampe a quadri, dettagli in osso, in legno o in cuoio. Tradizione e innovazione per uno sviluppo ecocompatibile e più giusto.

Facciamo sentire la nostra voce:
BRING BACK OUR GIRLS e mettiamoci l’Africa addosso.
Ma solo se giusta.

Se un vestito ci sta male, non bisogna cambiare corpo, bisogna cambiare sarto.