Sarà anche vero che non esistono più le mezze stagioni, ma poco importa, visto che questo mi permette di indossare le sneakers tutto l’anno.

Sneakers: un nome, una vera e propria leggenda. In origine erano le tipiche calzature da college americano, solitamente bicolori, in tela (spesso di lino) e con una suola in gomma.

Oggi sono state reinterpretate alla luce dei nuovi trend e sono un accessorio immancabile negli outfit più casual, ma trovano anche una perfetta declinazione come ricercato dettaglio nei look da sera. Molti brand, specialisti in calzature e abbigliamento, non perdono occasione per presentarne svariati modelli in tutte le loro collezioni.

Le sneakers possono essere alte o basse: quelle alte sono direttamente riconducibili al termine “basket”, essendo nate per un utilizzo prettamente sportivo; sono esplose sul mercato negli anni Settanta grazie alle tre più importanti multinazionali del settore (Nike, Adidas, Reebok). Le continue ricerche stilistiche e tecnologiche (queste ultime, legate soprattutto al tipo di suola) hanno attirato l’attenzione dei mass-media, condizionando il modo di vestire di intere generazioni.

Oggi cerco di mettere a confronto tre brand che magari già conoscete, o che imparerete ad apprezzare leggendomi: Golden Goose, Patrizia Pepe Uomo e Philippe Model. Tutti e tre offrono sneakers riconosciute per qualità, comodità e scelta dei materiali: basse, dalla forma running (come nel caso di Philippe Model e Patrizia Pepe) o ispirate allo street-style per Golden Goose, oppure alte, caratterizzate da un’allacciatura classica, con stringhe volutamente used e, a volte, zip sui fianchi. Un gioco di pelle liscia e scamosciata, pelle e tessuto, spesso impreziosito da borchie.

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La ricercatezza dei materiali è visibile nei dettagli esterni, come la suola, in gomma o microfibra, spesso presentata con sporcature localizzate per dare l’idea di una calzatura vissuta, seppur nuova; all’interno, invece, il sottopiede ginnico conferisce comfort a lungo termine, traspirabilità e piacevolezza nell’indosso. L’essere rigorosamente made in Italy, oggi più che mai, assume un ruolo imprescindibile nella propensione all’acquisto di beni non propriamente “low price”.

Sostengo assiduamente che il logo troppo esibito e sfacciato non vada più di moda, perciò apprezzo che questi tre brand diano la possibilità di scegliere anche da questo punto di vista: si va dalla stella stilizzata di Golden Goose, che spontaneamente porta a pensare all’America (anche se i suoi fondatori sono veneziani), allo scudetto anonimo ma facilmente riconoscibile di Philippe Model, per passare poi al semplice quanto discreto logo di Patrizia Pepe che personalizza, con font volutamente vintage, il tallone delle sneakers alte o la linguetta delle running.

Last but not least: nonostante tutti questi punti in comune, le fasce di prezzo sono abbastanza differenti tra loro. Non fatevi ingannare, non è assolutamente vero che chi costa meno vale meno; oltre al peso effettivo dei materiali e della manodopera necessaria a plasmare il prodotto, il costo è legato indissolubilmente a variabili di marketing, mark up, strategia aziendale e quant’altro.

Ho avuto modo di provarli tutti e tre, scegliendo tra i modelli dalle attuali collezioni primavera-estate 2013 dedicate all’uomo, e mi sono imposto di optare in base all’istintiva comodità che avrei provato, potendole indossare solo per pochi minuti prima di procedere all’acquisto.
Non vi svelerò qual è stata la mia scelta, almeno per ora: aspetterò che siate voi a dirmi cosa preferite! vi posso solo confermare che l’esperimento funziona e non me ne sono affatto pentito. Vorrà dire che, al prossimo acquisto, ridurrò la scelta ai due marchi che per il momento ho scartato, dando ormai per assodato il mio brand preferito.
Enjoy your shoes!