Si chiamano Debbie, Janice, Patti, Ella e Aretha, come alcune delle icone e dei miti della musica. Sono le borse del giovane brand Gianlisa, nato nel 2010 dalla creatività di Elise Brasca.
Metà francese e metà italiana, Elise ha lavorato per anni a Parigi nel settore della moda luxury, per quelle maison che sono l’orgoglio e l’emblema della couture, ma a un certo punto è tornata in Italia, con alle spalle un gran bel bagaglio di esperienza, e un sogno, lavorare su un progetto tutto suo: un brand di borse “rock chic” ma rigorosamente Made in Italy.

La prima volta che l’ho incontrata è stata una fredda serata di marzo a Parigi, durante la Settimana della Moda. Elise è deliziosa e adorabile, una di quelle persone che ti sembra di conoscere da sempre, cosa davvero rara nel parecchio frenetico mondo del fashion.

?Qualche mese dopo l’ho rivista per conoscere da vicino e “toccare” (fondamentale) la sua collezione: ci sono i bauletti della linea Irving, con zip e zippine che si ispirano al “chiodo” dei cantanti punk, le tracolle chic Ella (in onore di Ella Fitzgerald), e le iconiche pochette Rockmantique, in pellame pregiato (lo stesso usato dalla maison Chanel per le sue it-bags) con il motivo matelassè “a chitarra”.

Morbidissime, curatissime in ogni dettaglio, me ne sono subito innamorata, tanto che la mia inseparabile compagna d’estate è diventata proprio una Rockmantique June (come la moglie e musa di Johnny Cash) color verde menta.

E visto che penso che la cosa più bella in un abito, in una borsa, in un paio di scarpe, sia farselo raccontare proprio dalla persona che l’ha creato, ho deciso di fare qualche domanda a Elise per farvi conoscere meglio il suo brand.

Quando e come è nato il progetto di Gianlisa?
Ho lavorato per diversi anni a Parigi per grandi Maison (Dior, Pierre Hardy e Miu Miu). Poi nel 2010 sono rientrata in Italia, con il progetto di creare una linea di borse di lusso “accessibile”, realizzate completamente a mano in un piccolo atelier fiorentino. Volevo creare borse realizzate con la stessa cura di quelle firmate dalle grandi Maison, utilizzando gli stessi pellami, proponendo però delle piccole serie (più esclusive) e dei prezzi più contenuti. La nostra cliente oggi ricerca prodotti originali, di cui riconosce e apprezza la qualità e il lavoro artigianale (il nostro favoloso Made in Italy), e al tempo stesso qualcosa più esclusivo e di ricerca, che esce dal mass market, con circuiti di distribuzione più piccoli e selezionati.

Come nasce una delle tue borse (dall’idea, alla realizzazione vera e propria)?
L’idea di ogni mio modello nasce sempre dai miei viaggi (deserti americani, il Giappone, le grandi capitali europee…). Quando giro porto sempre con me le mie Moleskine, su cui disegno tutto ciò che mi ispira, e da cui nascono tutti gli spunti per ogni mia nuova collezione. Una volta immaginata la forma, con le bellissime cartelle colori delle diverse concerie scelgo i materiali da declinare e i colori da sviluppare. Poi a Firenze con il nostro modellista elaboriamo il primo campione, al quale apportiamo modifiche; seguono poi nuovi campioni, fino a raggiungere la forma perfetta per noi. Dopo tutte queste tappe, abbiamo la nostra nuova borsa, che testiamo (portandola io stessa diversi giorni consecutivi) per vedere come reagisce la pelle (se si tratta di un nuovo materiale), la metalleria, ecc… Questa tappa è fondamentale per me perché garantisce alle nostre clienti un prodotto curato sia nell’estetica che nella qualità.

Hai vissuto e soprattutto lavorato a Parigi per molti anni nel settore moda luxury, quanto ha influito questa esperienza sulla tua visione di designer?
Tantissimo. Oltre a delle competenze nello sviluppo prodotto, ho imparato a non accontentarmi mai, e a essere molto esigente per spingere, sia me stessa che le persone con cui lavoro, sempre più lontano. In case come Dior o Pierre Hardy, dove l’essenza dell’Alta Moda si respira ovunque, nessun prodotto é messo in commercio se la sua qualità non é perfetta.

Consigliaci i posti dove non si può non fare shopping a Parigi e a Milano… 3 per Parigi e 3 Per Milano?

A Milano:
Suite 123: in Corso di Porta Romana, Cristina e Rosita mixano con abilità marchi conosciuti (scegliendo sempre i pezzi giusti) con quelli di nicchia. Adoro i cappelli di Eugenia Kim o le maglie MM6 di Margiela mixati con i bijoux di Margot, e ovviamente le pochette Gianlisa 🙂
10 Corso Como: per la loro selezione e soprattutto per la loro libreria (ottimo per un pranzo estivo nel cortile).
Spazio Rossana Orlandi: un luogo incantevole, perfetto sia per la ricerca che per lo shopping.

A Parigi, difficile sceglierne solo 3…
Le bon Marché: per trovare tutti i marchi francesi che adoro come IRO, Isabel Marant, Vanessa Bruno, Maje, Claudie Pierlot…
La boutique Pierre Hardy: a Palais Royal, le scarpe più belle di tutta Parigi. Difficile uscire senza avere comprato qualcosa, poi adoro fare un giro nel giardino del Palais Royal, un posto poco turistico e molto piacevole.
Astier De Vilatte: marchio di porcellane Made in Paris, il negozio vende anche oggetti selezionati; é un vero museo, visitato come tale da giapponesi in ricerca di posti diversi e particolari, da non perdere!

Le tue borse si ispirano ai “grandi” della musica, svelaci la tua playlist del cuore!

1- Walk Away – Franz Ferdinand
2- Love will tear us apart – Joy Division (da cui ci siamo anche ispirati per una linea di bracciali)
3- Psycho Killer – Talking Heads
4- I got the Blues – The Rolling Stones
5- Requiem pour un co – Lulu Gainsbourg
6- Every Minute Alone – WhoMadeWho
7- Lost Kitten – Metric
8- Antibodies – Poni Hoax
9- Adieu – Coeur de Pirate
10- Vodka Fraise – Zaza Fournier

E poi attualmente metto in loop tutto l’album dei Daft Punk.. Favoloso!