Li abbiamo incontrati tutte e più di una volta. Ci hanno dato delle soddisfazioni e si sono comportati proprio come degli amici fidati, custodendo gelosamente i segreti e facendoci apparire nella nostra luce migliore.

Ma noi, da vere ingrate, ce li dimentichiamo nell’armadio, a volte li buttiamo letteralmente via (errore madornale!!!!) per gettarci nelle braccia del nuovo venuto solo perché ci ha fatto l’occhiolino da qualche rivista blasonata.

No, non vorrei essere fraintesa, non dico di non cambiare o di non comprarsi mai qualcosa di diverso dal solito (è una pratica molto divertente), ma di avere sempre a portata di mano almeno 2 amici fidati, uno leggero e uno più pesante, da usare “nei momenti difficili”.

Quali? Io ne ho una lista interminabile.

Quando non mi piaccio per niente, ho la pancia gonfia come se fossi incinta, sono ingrassata 3 chili, sono dimagrita 5, non ho voglia di uscire, non so con chi avrò a che fare, non voglio essere sexy, vorrei esserlo ma ho paura di essere ridicola, ho 50 anni ma me ne sento 16, voglio sentirmi bene in piedi, seduta, ballando, eccetera.

I miei 2 amici preferiti sono: un tubino in crepe di lana leggermente stretch e un abito a trapezio in rasatello di cotone. Funzionano sempre. Si adattano al “corpo del giorno” e mi rassicurano quando mi guardo allo specchio. E se io mi trovo carina, non è affatto detto che lo sia, ma mi comporto come se lo fossi, di solito funziona: io mi apprezzo e il resto del mondo (quasi il resto del mondo…) miracolosamente si adegua.

 

Simonetta Ravizza A-I 2013-14

[Abito SIMONETTA RAVIZZA A/I 2013/14]

Insomma, quando incontrate un vero amico, e ognuna di noi lo sa riconoscere, cercate di ricordarvene. Anche se sfinito dalle innumerevoli prestazioni a cui è stato sottoposto, io non lo butterei, almeno non prima di averlo sostituito con un esemplare molto simile o un clone, perché può fare la differenza. Tra una serata di clausura auto-imposta a ingoiare schifezze davanti alla TV e una qualsiasi opportunità di uscire a vivere. Comunque.

E non dimentichiamoci: se un vestito ci sta male, non bisogna cambiare corpo, bisogna cambiare sarto.

 

[Foto copertina: Abito di TER ET BANTINE SS 2014]